The Nobel Prize in Literature 1996
“Non c’è niente di meno fotogenico del lavoro di un poeta: qualcuno che siede immobile o rimane steso sul divano guardando il soffitto o una parete. Ogni tanto quest’uomo scrive sei o sette righe su un foglio soltanto per cancellarne una un quarto d’ora dopo. Poi passa un’altra ora senza che nulla accada. C’è qualcuno che riuscirebbe davvero a guardare tutto questo senza morire di noia?”
Wislawa Szymborska, Nobel Prize Banquet Speech, Stockholm, December 1996
Wisława Szymborska, Elogio dei sogni.
Con il Corriere della Sera, un’antologia della poetessa polacca, Nobel 1996 per la poesia. Non ci eravamo dimenticati di lei, però questo libro ci ha riportati a galla. Finché esisteranno scrittori come lei
, finché il gioco delle parole rimarrà vivo in questo modo, le speranze non sono perdute. La freccia della Szymborska colpisce i bersagli più inaspettati: parla delle cipolle e le avvicina alla perfezione, preferisce alla vergogna di non scrivere poesie quella di scriverne e alcuni dialoghi assurdi sembrano toccare il punto cruciale della realtà. Il punto sensibile, quello che ci fa ridere, quello che ci fa piangere. Il punto nel quale si concentra la nostra vita.
La lugubre gondola, Tomas Tranströmer
Ci è arrivato questo piccolo libro del nuovo premio Nobel. E’ un libro di poesie. Già sento le risposte caratteristiche: no, la poesia no grazie, non la capisco. Ehi… non c’è niente da capire, davvero. E’ come uno che parla ma toglie tutto quello che non serve. E’ come riempire al massimo lo spazio disponibile, scegliendo le parole e sistemandole nel modo meno ingombrante. Niente di più, niente di meno. E’ il massimo del senso concentrato nel minimo dello spazio. Tutto questo, naturalmente, se un senso c’è. Milioni di libri di poesia hanno svalutato questa forma di scrittura. Libri che, scritti in forma di versi, con la poesia non avevano neppure bevuto un caffè assieme. Tomas invece, possiamo dirlo? Ma sì! Tomas ci ha presi in pugno, ci ha strizzati. Ovviamente la copertina del libro non siamo riusciti a trovarla in tutta Internet. Un peccato. Venite a vederla con i vostri occhi. Venite a comperare questa piccola, calda, pepita di uranio.
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