Le promeneur solitaire, Sebald e Walser.
E’ intitolato così, “Le promeneur solitaire”, uno dei saggi del libro di Sebald pubblicato da poco dalla Adelphi (W. G. Sebald, Soggiorno in una casa di campagna, Adelphi, Euro 18,0). Parla di Robert Walser, uno degli scrittori più strani che abbiano calcato la terra. Romanzi fatti di sogno, di apprendisti commessi, di giovani in collegio. Di gente umile, con emozioni tascabili, lontani da tutti perché estranei alla furbizia, all’interesse. Perché estranei alla vita, per dirla in modo spiccio, sempre lontani dal luogo dove sono e vicini a quello al quale stanno pensando. Sei foto di Walser, nel saggio di Sebald, che sono il riassunto di una carriera e di quella disfatta che poi sarà pasto comune, e ultimo, di tutti noi
. Il giovane sognante diventa un vecchio con lo sguardo vacuo e vagamente bovino, diventa l’entropia in persona, la bandiera bianca.
André e Simone Weil
Detta in maniera brutale, i fratelli sono pezzi di carne diversa attraversati dallo stesso spiedo. Non c’è verso, qualcosa di comune si trova sempre, anche nei casi di più disperata eterogeneità. André Weil si appassiona fin da bambino alla matematica. Gli riesce facile e il suo è un talento naturale. Diventerà uno dei grandi matematici del ’900, membro di Bourbaki, un gruppo di matematici che vola altissimo nella costruzione di nuovi teoremi e nel fondamento delle conoscenze già acquisite. Simone Weil invece usa la sua intelligenza come un coltellino svizzero: si occupa di più cose, ma sempre con una lama molto affilata. André si occupa degli spazi vettoriali, Simone si occupa di dio. André tende al rigore assoluto della dimostrazione, Simone ci trascina, con il suo carisma estremo, nella ricerca sociologica e politica. Interessi diversi, divergenti forse, ma motore uguale, potentissimo.
Lo spettatore addormentato, Ennio Flaiano, Adelphi, Euro 18,00
Il teatro è il tartufo della cultura. E’ nascosto, nessuno lo vede. Ma ha un profumo potente, penetrante. Flaiano lo amava, amava la sua continua agonia, il suo perpetuo canto del cigno. In questo libro Flaiano è a pieno regime. Non vogliamo dire che altrove non lo sia, ma si sente che raramente la sua attenzione è stata così alta, il suo commento così attento, così straordinariamente motivato. Shaw, Pirandello, Miller: impariamo qualcosa ad ogni pagina. Per quelli che amano il teatro. Per quelli che non sanno ancora di amarlo.
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