D. F. Wallace, Per fortuna il funzionario commerciale sapeva fare il massaggio cardiaco.

 E’ uno di quei libretti allegati al ”Sole 24 Ore” domenicale. “Per fortuna…” etc. è lo strano titolo del primo dei tre racconti del libro. Con frasi ridondanti, burocratiche, viene descritta in poche pagine una tragedia metropolitana. Due funzionari si incontrano nel grande garage della ditta. Valigetta, cravatta. Il più corpulento dei due fa un infarto, appena prima di salire in macchina. Si accascia a terra. La scena è al rallenty, e la padronanza, la virtuosità della scrittura di Wallace è totale. Assistiamo con i nostri occhi alla catastrofe, questo è quanto. L’altro funzionario corre in soccorso del morente e comincia il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Uno, due, tre, quattro, soffio. E poi di nuovo: uno, due… alla fine del soffio, quando l’aria esce dalla gola del malato, il funzionario alza la testa e grida “Aiuto!” con tutta la sua forza. Ma sono in un grande garage sporco, la vita è molti piani più in basso. Non importa, il funzionario continua con il massaggio e la respirazione. Questo grido inutile, questo “Aiuto!” gridato nel vuoto, per un po’ ha fermato anche il nostro, di cuore.

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