Jonathan Franzen, Banana Yoshimoto e gli altri.

Per rompere il ritmo, per creare uno stato d’animo o un’atmosfera, gli scrittori usano delle parentesi letterarie che chiameremo “compensazione informativa”. Pensiamo ad un lite tra coniugi: quando la crisi raggiunge l’acme lo scrittore si mette a descrivere il latrare di un cane, giù in strada. Questo paradossalmente aumenta la suspence, è qualcosa che per un momento ci impedisce di sapere come va a finire. Non c’è scrittore che non abbia usato e non usi la compensazione informativa per rendere più evocative le sue descrizioni o i suoi dialoghi. Pensiamo a Hemingway, a Cheever, a Carver, veri e proprio maghi che ci tengono legati ai loro libri come (felici) prigionieri. Abbiamo notato però che in certi scrittori contemporanei la compensazione informativa diventa lo scheletro e la carne del libro intero. Franzen, la Yoshimoto, De Lillo… interi libri fatti di incisi senza l’impalcatura narrativa necessaria. Raccolte di fatti incidentali, senza importanza, di piccole cose che non diventeranno mai grandi. Questa, naturalmente è la nostra opinione. Ci farebbe piacere sapere cosa ne pensate voi. Qualche commento?

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2 risposte a Jonathan Franzen, Banana Yoshimoto e gli altri.

  • Sabina scrive:

    Vorrei tanto lasciare la mia opinione in merito, ma io libri di quegli autori non ne ho mai letti (e non a caso). Però ricordo l’inizio del Tristram Shandy di Sterne, che per i primi quindici capitoli (mi pare, vado a memoria perché sono passati quasi vent’anni dalla lettura) è in digressione perenne, eppure non riesci a staccarti dalla pagina. Questo per dire che la digressione, l’inciso, non è un male in sé, ma è un malissimo quando non si ha niente da dire.
    Perdonatemi se ho messo Sterne nello stesso paragrafo con la Yoshimoto (che magari è divertentissima, eh. Vai a sapere).

  • Davide scrive:

    Il brio, l’inventività, la perfezione da gioco di prestigio riuscito di Sterne temo non abbiano niente da spartire con gli autori citati nell’articolo. Questi sembrano compagni di viaggio noiosi, quelli che in treno ti raccontano della loro operazione alle adenoidi.

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